The Italian pride: la cucina italiana

Ognuno di noi avra’ sentito dire un milione di volte la frase “la cucina italiana e’ la migliore del mondo”. Si ma… quanto sappiamo noi delle tradizioni culinarie degli altri paesi?

Il mondo e’ bello perche’ e’ vario dice sempre mia nonna, cuoca emiliana DOC, ed io applicherei questo proverbio in primis alla cucina.

Sono sempre stata una persona curiosa e, viaggiando molto, non mi tiro mai indietro quando c’e da assaggiare qualcosa di strano. Non ho mai avuto occasione di mangiare gli insetti (non ancora) ma prima o poi lo faro’, almeno potrò dire che fanno schifo o, al contrario, che sono croccanti, buoni e ricchi di proteine.

L’italiano medio, come mi piace definirlo, e’ quello che va all’estero tendenzialmente nei villaggi italiani dove e’ certo di trovare pasta, pizza, salumi assortiti e chi più ne ha, più ne metta. Anni fa, per combattere la solita tiritera del “cosa fai a Capodanno?”, abbiamo deciso di andare a Marsa Alam per fare un po’ di immersioni e approfittare del clima favorevole per prendere un po’ di colore. Sapevamo che saremmo andati in un villaggio (era la prima volta per noi) ma non ci aspettavamo una tale concentrazione di luoghi comuni sugli italiani mista, a tratti, a cafoneria. Il primo giorno abbiamo optato per una gita che comprendeva un’escursione nel deserto, un’immersione e un pranzo in spiaggia preparato da una famiglia egiziana che collaborava col villaggio. Non ci crederete ma quasi nessuno ha finito il pranzo (buonissimo) e, mentre si alternavano facce a tratti disgustate e a tratti perplesse, naturalmente teneva banco il solito argomento: la supremazia assoluta della cucina italiana. Si perché la cucina italiana e’ migliore a prescindere e a loro non interessa provare altro.

Un fatto ricorrente da quando lavoro in Citta’ Metropolitana riguarda la reazione dei miei colleghi quando comunico la meta scelta per le vacanze. Invece che dire “Wow” o, semplicemente e onestamente “io non ci andrei mai”, se ne escono con la solita frase “Chissa’ cosa ti daranno mai da mangiare?”! La realtà dei fatti e’ che chi ama viaggiare, ama scoprire tutto di un paese e se ne frega di quello che si mangia! Ad esempio, in Norvegia ho mangiato malissimo ma consiglierei ugualmente il viaggio perché e’ un posto meraviglioso.

Questa ottusità o cecità culturale e’ molto comune quando si viaggia fuori dai confini del vecchio continente e non e’ un difetto solo italiano, grazie al cielo!

Quando ho saputo che mi sarei trasferita in Asia, a livello culinario, ero felice come una Pasqua! Io amo alla follia la cucina asiatica, tutta la cucina asiatica. Da quando sono qui (ormai e’ passata una settimana) non faccio altro che intrufolarmi in posti talmente cinesi che spesso non c’e una sola parola inglese in tutto il menu e, naturalmente, non avendo raggiunto un livello linguistico tale da poter conversare amabilmente in cinese, scelgo totalmente a caso cosa mangiare! L’altro giorno sono stata a Kennedy Town, zona che consiglio di visitare e sono entrata in un ristorante in cui, non solo ero l’unica occidentale, ma ero anche l’unica sotto i 75 anni… meraviglioso! Gli avventori mi osservavano con sguardo curioso e interessato e controllavano il modo in cui mangiavo i dim sum e alcuni involtini enormi di cui non ricordo il nome. Ho scoperto che i dim sum sono tipici di questa zona (Hong Kong e la provincia di Guǎngdōng) e in alcuni ristoranti iniziano a servirli la mattina presto. In origine, infatti, non erano considerati un piatto principale bensì uno spuntino tradizionale. Nella cucina cinese tradizionale ce ne sono di mille tipi. I più'”famosi” sono i jiaozi (o gyōza in giapponese) più’ spessi e quasi sempre ripieni di carne, gli Har gow ripieni di gamberi e cotti al vapore e gli Siu Mai (in cantonese) o Shumai in mandarino che, per dirla in modo semplice, sono quelli aperti in alto.

Io li amo tutti, e voi?

 

 

6 pensieri su “The Italian pride: la cucina italiana

  1. Non potrei essere più d’accordo, pensa che io sono stata vegetariana per anni, ma ho quasi rinunciato (almeno quando mangio fuori) perché non mi piace l’idea di perdermi qualcosa della cultura cinese (e poi diciamocelo, il cibo sembra tutto fantastico!).
    Nei mercati di Pechino ho visto di tutto, spiedini d’insetti compresi, ma per quello non so se sarò mai pronta. Visti dal vivo fanno un certo effetto! Tendenzialmente nella Capitale abbiamo mangiato così così – soprattutto nelle zone molto turistiche, ma ora che sono rientrata in provincia mi sto rifacendo 😀

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    1. Tu sei la migliore! Rinunciare ad essere vegetariana per non perdersi pezzi di cultura culinaria cinese, e’ il massimo! Comunque concordo col fatto che i posti turistici non siano il massimo. Lo spiedo con gli insetti prima o poi devo provarlo, anche se l’idea mi fa schifo. Devo estraniarmi dal concetto: insetto = bleah! 😂😂😂

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