Italiani brava gente… o forse no!?

Sono tre giorni che penso ad un fatto e sono altrettanti giorni che rifletto se sia il caso o meno di pubblicare un post a riguardo. Alla fine, come sempre mi ritrovo a fare, ho deciso che getterò il cuore oltre l’ostacolo e scriverò perché ne ho bisogno.

Qualche giorno fa, nonostante non ne abbia parlato alcun quotidiano, un gruppo di ignoti vandali ha devastato gli uffici del Centro per l’Impiego di Milano dove lavoravo fino a qualche mese fa. Apparentemente non hanno rubato nulla. Si sono limitati a distruggere quello che potevano distruggere, rompere quello che potevano rompere e spargere per terra tutti i liquidi (anche corporei temo) che avevano a disposizione, comprese tutte le bevande delle vending machines che, prontamente, hanno spaccato e saccheggiato. Il motivo? Beh, non credo sia nemmeno da discutere. Il motivo e’ che volevano punire in qualche modo i miei colleghi, probabilmente per non aver trovato loro un lavoro.

Ci sarebbero molte cose da dire. La prima riguarda la totale mancanza di un minimo di sicurezza nei nostri uffici se non ai piani cosiddetti “alti”. Non e’ la prima volta che ci ritroviamo davanti a persone con poco sale in zucca che, oltre a non cercare davvero un impiego, vengono da noi per inventarsi un pretesto per litigare e spesso menare le mani. Non e’ nemmeno la prima volta che, a gran voce, chiediamo che vengano montate delle telecamere, delle porte allarmate collegate con la Polizia di Stato o che venga impiegata, durante gli orari d’ufficio, una guardia giurata. Niente di tutto cio’ e’ stato fatto; altrimenti non ci ritroveremmo a dover commentare l’infausta notizia di cui sopra.

A prescindere dalle lacune nella gestione dei nostri uffici, tutto cio’ mi porta a riflettere e a domandarmi: che brutta piega sta prendendo la nostra società? Che razza di paese sta diventando l’Italia? Dove ci ritroveremo tra qualche anno? E’ chiaro che qualcosa nel meccanismo e’ saltato. E’ chiaro che, rispetto agli anni in cui ero ragazzina, c’e una crescente strafottenza, maleducazione, non rispetto delle regole da parte delle nuove generazioni (ma anche quelle vecchie non scherzano) che mi spaventa parecchio. La domanda che mi pongo spesso, pero’, e’ sempre e solo una: la colpa di questo vuoto culturale misto ad assenza di senso civico, di chi e’? Dei nostri genitori? Della Tv? Della politica? Non riesco davvero a dare una risposta ma e’ evidente che negli ultimi 20 anni tutto e’ peggiorato a partire da noi stessi. Ci si accorge di questo declino solo quando si espatria e si vive per qualche tempo in un posto piu’ civile dell’Italia, il che non e’ difficile.

Qui a Hong Kong non c’e una carta per terra, i ragazzini sono ben educati, non ne ho mai sentito uno rivolgersi in modo aggressivo nei confronti di un anziano, di un adulto o di un ufficiale di pubblica sicurezza. I parchi sono curati nei minimi dettagli, le piante crescono verdi, rigogliose e ordinate; nessuno si sogna di non raccogliere gli escrementi del proprio cane perché, se non lo fa, gli arriva una multa salatissima; tutti parcheggiano ordinatamente e pagano la sosta; i mezzi pubblici sono efficienti e puliti e si può pagare ogni cosa con la tessera abbonamento Octopus (funziona come la Oyster di Londra). Non c’e timore che si venga derubati e si può tranquillamente passeggiare ad ogni ora del giorno e della notte anche con la minigonna e ci si sente sicuri. Ma allora, di cosa stiamo parlando? Perché in Italia e’ così difficile far rispettare le regole? Perché si finisce sempre per farla franca anche quando si ha torto marcio? Le masse tendono a giustificare la loro inefficienza, il loro lassismo, la loro voglia di non lavorare e la loro noncuranza delle leggi portando esempi di personaggi che se la sono cavata con qualche piccolo escamotage legale o, semplicemente, per assenza di controlli. Del resto le pene in Italia non sono poi così severe. Ad esempio, se il classico milanese strafottente (spesso dotato di SUV) parcheggia sul posto riservato agli invalidi, gli viene rimossa la macchina ma se la cava con meno di 200 euro tra rimozione e multa. Cosa saranno mai 200 euro?

Come se non bastasse, il fiorire dei social network ha peggiorato tutto. I social ti portano a giudicare un soggetto come “brava persona” perché pubblica foto di gattini pucciosi ma magari, parallelamente, insulta le donne su Facebook o su Twitter in maniera becera. La rete, inoltre, ci ha resi incapaci di comunicare con le persone e a bilanciare le parole in modo civile. Dietro ad una tastiera ci sentiamo tuttologi e in diritto di esprimere ogni idea che ci passa per la testa, anche la piu’ razzista, sessista, xenofoba. Ma e’ giusto? La democrazia si puo’ intendere anche come libertà totale di espressione anche se si insulta il prossimo? Beh, io non credo proprio e sarebbe anche ora di finirla di difendere ogni tipo di pensiero in nome del tanto abusato concetto di democrazia.

Insomma, questo sfogo non e’ altro che un modo per rassicurarvi sulla vita. Fuori dall’Italia si vive benissimo, sappiatelo. Non abbiate paura di abbandonare il Belpaese e trovare l’ignoto; a meno che non andiate in paesi del terzo mondo, vivrete benissimo e vivrete benissimo anche senza la pasta fatta in casa o i pomodori secchi della nonna. Vivrete meglio perché gli altri vi rispetteranno; imparerete anche voi a rispettare di piu’ gli altri e, magari, voi stessi.

 

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