Latitanze e pensieri

Lo so, lo so… non mi faccio viva da tempo immemore ma ho avuto giusto due robette da fare. Sono rientrata nella mia casa milanese il 7 di aprile con contestuale freddo, caldaia rotta, macchina fuori uso e perdita dal lavandino della cucina. What else?

Sistemate, durante la prima settimana, queste problematiche, mi sono concentrata sul matrimonio, sugli addii al nubilato, ho fatto piu e piu’ coccole agli animali, ho visto tutti i miei amici e colleghi e fatto un bel giretto durante la Design Week! A Milano pare sia arrivata l’estate direttamente dopo l’inverno; la primavera non abita qui e siamo passati dai 10 gradi della settimana in cui sono arrivata, ai 30 gradi di meta’ aprile. Molto bene! I glicini hanno fatto il loro annuale spettacolo addobbando e profumando le facciate dei palazzi storici del centro che io tanto amo. C’e’ stata la Design week, l’Open House e settimana prossima ci sarà Orticola ai Giardini di Via Palestro. Ci tengo a sottolineare che le piante che dimorano sul mio terrazzo, udite udite, sono fiorite nonostante nessuno se le filasse da almeno 6 mesi! Miracolo a Milano 😉

Purtroppo in questi giorni c’e stato anche un anniversario che ricorre, ahime’, in concomitanza del compleanno di mia madre. Nel 2009, dopo avermi regalato il frigo smog rosa che avrebbe fatto da ornamento per quella che sarebbe stata la mia casa per 4 anni, mia nonna ci ha lasciato improvvisamente. Le avevo telefonato il giorno prima per dirle che sarebbe arrivato il frigo e che ci saremmo viste domenica. Quel giorno ha fatto la solita passeggiata in compagnia della zia, ha scongelato la carne convinta che avrebbe cucinato lo spezzatino una volta rientrata a casa. Ci ha lasciato senza una parola, in un martedì soleggiato di primavera quando avrebbe avuto ancora tanto da dire e tanti anni ancora da vivere. Si e’ persa tutto quello che e’ venuto dopo: il bello e il brutto, la felicita’ e le preoccupazioni, le partenze e gli addii.

Non me ne sono mai fatta una ragione per averla persa tanto presto e spesso, quando mi ritrovo a fotografare un luogo milanese o a passeggiare davanti alle vetrine del centro, lei mi appare. Mia nonna era una milanese di quelle che si vedono lontano un miglio. Faceva la sarta da quando era bambina, sapeva riconoscere ogni tessuto e, con un semplice colpo d’occhio, ti riusciva a dire se un abito era fatto bene o “alla carlona”.

Oggi, a due giorni dal matrimonio, penso a lei e mi chiedo: cosa avrebbe detto la nonna del mio abito da sposa?

 

4 pensieri su “Latitanze e pensieri

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