Viaggi e Miraggi: Cile e Argentina parte 2

Prima di raccontarvi la storia del trekking piu’ lungo del mondo e dei suoi simpatici sopravvissuti, vorrei spendere due o tre minuti per parlare di una questione a me spinosa: il rapporto con il jet lag e con gli aerei! Chi mi conosce sa che in aereo non dormo mai, in nessuna condizione.. nemmeno quando mi e’ capitato di essere in business 😩

Il problema e’ solo ed esclusivamente mio e si chiama “io dormo solo a letto”. Punto.

Naturalmente tutto cio’ non mi ha mai frenato nel voler esplorare il mondo ma, ahime, ne pago le conseguenze molto piu’ di altri.

Detto cio’, e’ facile immaginare che io non sia arrivata a Santiago prima, e a Torres del Paine poi, con una bella cera. E’ altrettanto facile comprendere la stanchezza e il sonno che, costantemente e ad orari assolutamente random, ci ha perseguitato… e forse continua a farlo?… 🤣

Ma veniamo a noi. Torres del Paine e’ un parco naturale molto bello il cui unico problema e’ il clima. Oltre ad un vento fortissimo che, personalmente, ho sperimentato solo durante i tifoni hongkongesi, la velocita’ con cui si passa da sole a pioggia e’ la stessa con cui i politici italiani cambiano idea su una qualsiasi questione in base, appunto, a dove va il vento.

Ogni escursione, quindi, viene organizzata senza trascurare il minimo dettaglio, specie quelle molto lunghe in cui ci si inerpica su per la montagna attraversando boschi, pareti rocciose e parti piu’ pianeggianti. Il primo giorno abbiamo optato per una escursione leggera in cui abbiamo potuto osservare il panorama e fare moltissime foto stando attenti a non essere spazzati via dal vento!

Il giorno dopo, dato che siamo dei fichi veri, abbiamo optato naturalmente per l’escursione da hikers professionisti. Si tratta di un percorso di 25 km in totale fino alle famose tre torri, tre cime appuntite come lame che si stagliano al di la’ di una laguna color azzurro cielo. Il clima e’ cambiato una ventina di volte da quando abbiamo imboccato il sentiero passando da sole, vento, pioggia, poi ancora vento, poi sole, neve, grandine vento e intemperie e bestemmie😂😂 .

Arrivati in cima, pero’, si puo’ vedere questo e tutta la fatica che hai in corpo, improvvisamente, svanisce!

Naturalmente, chevvelodicoaffa’, ne e’ valsa assolutamente la pena (la mia schiena ringrazia 😣) e lo consiglio a chiunque decidesse di soggiornare nei dintorni del parco e avesse un minimo di allenamento fisico.

Dopo tre giorni di escursioni, abbiamo nuovamente levato le tende e raggiunto il nostro obiettivo numero 3: la crociera Stella Australis

(To be continued…)

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