Viaggi e Miraggi: Cile e Argentina parte 4

Dopo aver superato con successo le onde del Pacifico, la nave Stella Australis ci ha lasciato a Ushuaia dove abbiamo trascorso una notte riposandoci, mangiando cordero e centolla (rispettivamente agnello e granchio) e facendoci attrarre dalle birre artigianali locali, vera e propria passione!

Il giorno dopo siamo ripartiti alla volta di El Calafate, una cittadina piccola ma che si e’ ingrandita moltissimo negli ultimi anni proprio grazie al turismo. 

Qui, infatti, sostano per una, due o tre notti, tutti coloro che vogliono visitare i ghiacciai del versante argentino; primo su tutti, il Perito Moreno.

Il primo giorno abbiamo visitato, appunto, il Perito Moreno e il Parque Nacional de los glaciares e, il secondo giorno, il ghiacciaio Upsala che, contrariamente al Perito Moreno, si sta sciogliendo, e la Estancia Cristina, una vecchia fattoria fondata agli inizi del secolo scorso.

Come avevo anticipato nel mio precedente articolo, vedere i ghiacciai e’ un’esperienza senza paragoni e sapere che molti si stanno sciogliendo a causa del riscaldamento globale, e’ ancora più deprimente. Gia’ lo scorso anno al Lago Titicaca ci avevano spiegato che, a causa del global warming, il lago si stava ritirando sempre più e, con esso, tutte le specie animali e vegetali che vivono, si riproducono e di cui si nutrono le popolazioni locali.

Il Perito Moreno, nonostante non sia il ghiacciaio più imponente, si presenta come una vera e propria distesa di ghiaccio che, a prima vista, sembra immensa. Piu’ ci si avvicina e più ci si sente piccoli di fronte alla maestosità della natura e delle sue creazioni. L’attivita’ più comune e’ fermarsi ad uno dei lookout, puntare la macchina fotografica sul ghiacciaio e aspettare che una lastra di ghiaccio si stacchi e finisca tra le acque azzurro cielo del lago Argentino. 

Il giorno successivo, invece, siamo partiti alla volta del ghiacciaio Upsala, il cui nome deriva dall’omonima Universita’ Svedese che ha condotto la prima indagine glaciologica della regione nel XX secolo. Ahime’, la situazione qui e’ completamente differente e i ghiacci sono in progressivo scioglimento, tanto che non ci si può avvicinare troppo per motivi di sicurezza.

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Ad ogni modo, la bellezza degli iceberg che, grazie alla luce del sole e all’acqua, sembrano blu cobalto, e’ naturalmente mozzafiato!

Cercando di non vomitare sulla barca a causa del vento che crea delle simpatiche onde simil tsunami, siamo arrivati alla Estancia Cristina per il pranzo.. yuppy!!! 

Finito di mangiare, veniamo portati al museo e la guida ci racconta la storia della longeva famiglia Master, fondatrice della Estancia, i cui componenti, ad eccezione della figlia Cristina prematuramente scomparsa per una malattia polmonare, sono arrivati al compleanno numero 100. E’ evidente che la mancanza di smog, di cibi contaminati e di stress, siano fattori determinanti! 

Dopo aver visto una serie infinita di lepri che scorrazzano indisturbate, saliamo sulla jeep che ci porta in un punto veramente panoramico, il famoso lookout da cui e’ stata scattata la foto sopra e che raffigura una distesa d’acqua, la stessa distesa d’acqua che prima era ghiaccio…

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Dopo aver trascorso 10 minuti in modalità contemplativa di un paesaggio lunare che forse un giorno non esisterà più, rientriamo verso la Estancia e verso casa con la mente piena di immagini spettacolari ma anche di riflessioni etiche sul nostro pianeta e sul suo lento peggioramento a causa dell’uomo.

Il giorno dopo abbiamo raccolto il nostro “leggero” bagaglio e ci siamo diretti all’aeroporto. Prossima destinazione: Buenos Aires ❤

Piccola nota social critica: in questa avventura eravamo in compagnia di un gruppo di italiani dell’eta dei nostri genitori che, a parte qualche rara occasione in cui si sono dimostrati simpatici, sono stati abbastanza fastidiosi. Sulla barca veniva distribuita una leggera colazione che prevedeva un croissant a testa e del the’. Naturalmente, da bravi italiani medi, si sono precipitati a prenderne due o tre a testa lasciando noi e una famiglia tedesca senza… a posto cosi. 

Di fronte ad uno scenario fantastico come quello del lago e del ghiacciaio visti dall’alto, hanno avuto da ridire perché c’era troppo vento e non si riuscivano a far le foto. Va beh, in queste situazioni sono felice di stare a 10 mila chilometri dal mio paese, per quanto meraviglioso sia!

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