Viaggi e Miraggi parte 5: Buenos Aires

L’ultima nostra tappa prima di fare ritorno dall’altra parte del mondo e’ stata Buenos Aires.

Prima di arrivare mi aspettavo molto e, in verita’, non solo le mie aspettative sono state ripagate ma e’ stato un vero e proprio amore a prima vista.

Nota a tutti come l’Italia del Sud America, Buenos Aires somiglia a Barcellona per certi tratti urbanistici e paesaggistici e a Napoli per quanto riguarda i quartieri piu’ tipici come San Telmo o Palermo.

 

Gli argentini sono “sgamati” proprio come noi, anzi, probabilmente di piu’ dato che, ahime’, sono abituati a tirare avanti tra una crisi finanziaria e l’altra. Contrariamente a quanto mi hanno detto tutti, il quartiere che piu’ ho amato e’ San Telmo: strade strette, palazzi antichi decadenti con balconi in ferro battuto, ristoranti di carne con poster di Maradona alle pareti e giovani ovunque che trascorrono le loro serate tra un birrificio e l’altro. La piazza centrale di San Telmo, Palaza Dorrego, somiglia molto alle piazze del Barrío Gótico di Barcellona (altra citta’ che tengo nel cuore) ma in piu’ ha il tango, vero e proprio “credo” degli argentini. Il tango e’ come l’Opera: o lo ami a prima vista o probabilmente non ti entrera’ mai nell’anima. Qui ci siamo seduti a bere una birra mentre alcuni ballerini danzavano davanti a noi… veramente emozionante.

Esistono molti altri spettacoli di tango in veri e propri teatri. Sono un po’ cari ma se avete voglia di spendere qualche soldo in piu’ ed assistere ad uno spettacolo con musicisti dal vivo e ballerini professionisti, si puo’ fare!

In questi tre giorni a Buenos Aires abbiamo avuto una guida del luogo che ci ha raccontato la storia politica degli ultimi 50 anni soffermandosi molto sulla vita dell’amatissima Eva Duarte Perón, seconda moglie di Juan Peron, prematuramente scomparsa ma ancora molto amata da tutti gli argentini (la sua tomba si trova al cimitero de la Recoleta). Al termine della gita, abbiamo bevuto un caffe’ al famoso Cafe’ la Biela dove il mitico Fangio era solito stopparsi per una colazione o un drink!

Abbiamo camminato tra le vie di Buenos Aires fregandocene delle mille raccomandazioni sulla sicurezza e, come sempre, cercando di perderci tra i luoghi e i volti di questa città magica. Abbiamo visitato El Caminito, la storica “calle museo” nel quartiere de La Boca, un quartiere coloratissimo noto per lo stadio ma anche perché e’ il quartiere dove gli immigrati, per lo più di origine genovese, si sono stabiliti molti anni fa.

El Caminito e’ anche un noto tango di Gardel; anzi, e’ stato proprio il tango a dare origine al nome della “calle” che, in antichità, si chiamava “puntin” ovvero “piccolo ponte” in dialetto genovese.

Un altro quartiere molto amato da tutti e’ Palermo che il mio amico Lory mi aveva consigliato di visitare bene. Cosi abbiamo fatto, scoprendo mille scorci caratteristici e super colorati. Noto a tutti come il distretto dei locali trendy, e’ anche il luogo dove si trovano tutte le ambasciate unite in una specie di quartiere giardino veramente spettacolare. Trovandoci in piena primavera, il protagonista indiscusso e’ l’amatissimo glicine in fiore che fa da cornice a meravigliosi palazzi antichi una volta posseduti dalle famiglie benestanti di Buenos Aires.

Terminate le passeggiate caratteristiche ci e’ rimasto il tempo per salutare questa meravigliosa città, constatare che nel nostro albergo, molto probabilmente, si trovava come ospite un partecipante al G20 e partire.
Ciao Ciao Buenos Aires, il mio e’ certamente un “arrivederci”!
A.

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