Invidie e malelingue: quel che non mi manca di casa

Come anticipato nel mio ultimo post su Instagram, oggi mi sento sufficientemente pronta per trattare un argomento che mi sta a cuore da tanto, tantissimo tempo: l’invidia.

L’invidia e’ uno dei 7 vizi capitali ed e’, senza ombra di dubbio, quello che più si riscontra nel Belpaese. In Italia non si può avere successo, non si può fare carriera o avere una situazione familiare positiva ed economicamente agiata senza essere preda delle malignità altrui.

Quante volte vi sara’ capitato di sentire persone che giudicano “raccomandato” o “leccaculo” il collega o l’amico che, magari a 35 anni, diventa dirigente o riesce a sfondare con una start up. A me e’ capitato moltissime volte.

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Ovviamente tutto peggiora quando il soggetto in questione e’ di sesso femminile. Gia’ perché noi donne sappiamo essere veramente perfide e, ahimè, sfoghiamo questo mix di cinismo, cattiveria e invidia, su altre donne. Ed ecco che, se una donna (in alcuni casi anche considerata amica) fa carriera, non tarderà ad arrivare il classico commento “chissà a chi l’avrà data?”, oppure “avrà le conoscenze giuste”. Si perché, cari amici, noi donne siamo le prime nemiche di noi stesse; vogliamo la parità dei sessi ma siamo le prime a criticare altre donne con frasi sessiste da medioevo.

Uno degli esempi piu’ adatti e’ la storia di Chiara Ferragni. Non me ne vogliate ma bisogna ammettere che Chiara e’ stata la prima a trasformare la sua passione per la moda in un business e a farsi conoscere in tutto il mondo. Ha avuto un’idea nuova in un periodo storico in cui i social erano ancora in fase di crescita e, col passare del tempo, ha creato il suo brand che, nonostante non mi piaccia, nel 2016 ha raggiunto un giro d’affari di 20 milioni di euro. Nonostante ciò, il web e’ pieno di haters che, evidentemente, non avendo niente di meglio da fare, trascorrono intere giornate ad insultarla.

Un altro ambito in cui le persone sfoderano il peggio e’ quando si parla di soldi. Sentirete spesso e volentieri la frase “a me dei soldi non frega niente” accompagnata, 10 minuti dopo, dal commento acido sull’amica che ha il marito imprenditore e che “fa la mantenuta”. Ma come?

Oggigiorno poi, se si hanno figli e una situazione economica stabile, e’ praticamente impossibile scegliere di lasciare il lavoro per fare le mamme a tempo pieno senza essere apostrofate con poco eleganti aggettivi come “mantenuta”, “fancazzista” e chi piu’ ne ha, piu’ ne metta.

Io stessa sono stata vittima di certe frecciatine da parte di alcune donne (che grazie a Dio non sono mie amiche!) e devo ammettere che, allontanandomi dall’Italia, paese che amo e che tutt’ora considero casa mia, mi sono sentita meglio. Le ragazze che ho conosciuto qui ad Hong Kong sono molto diverse, a partire dalle italiane. Molte di loro hanno lasciato l’Italia da decenni e, prima di arrivare ad Hong Kong, hanno vissuto in Australia o in Nuova Zelanda o in Mainland China e sono decisamente piu’ open-minded rispetto alle loro coetanee che vivono nel Belpaese.

Le straniere, invece, meritano un paragrafo a parte. Ci sono le cinesi, riservate ma anche molto disponibili; le americane “caciarone” e divertenti; le venezuelane sempre solari e rilassate e poi c’e Yunani, una persona davvero speciale. Yunani organizza ogni mese un pranzo internazionale in cui tutte queste meravigliose culture si intrecciano e si mischiano creando un ambiente davvero multietnico e positivo. Oltre a ciò, ha fondato un Public Speaking Club in cui condivide tutto ciò che ha imparato durante il suo Toastmaster. Anche questa e’ un’occasione per migliorarsi e condividere la propria storia in pubblico con altre persone senza paura di essere giudicati per “n” motivi. Yunani e’ una persona veramente positiva che ama la gente senza malizia, senza convenienza ma in modo sincero. E’ davvero unica!

Insomma, quello che apprezzo di questa città dalle mille contraddizioni e’ l’assenza di invidie, di giudizi, di malelingue e di negatività. Parlare male di qualcuno non ci rende migliori, invidiare i successi altrui non ci farà’ realizzare nella vita e roderci il fegato perché qualcuno ha piu soldi di noi, non aumenterà il saldo del nostro conto corrente. Si e’ ciò che si sceglie di essere e molti di noi dovrebbero imparare ad essere piu’ felici.

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